Adempimenti al momento del decesso per disporre

la cremazione di un congiunto

Qualora il defunto non fosse stato iscritto ad alcuna SOCREM occorrerà che i familiari si rivolgano al Comune del decesso per inoltrare istanza di cremazione. Qualora il defunto fosse stato invece un “socio Socrem“ sarà sufficiente informare della cosa l’impresa di Onoranze Funebri incaricata del servizio. Essa potrà così contattare la SOCREM interessata per attivare la corretta procedura autorizzativa.

All’atto dell’iscrizione a SOCREM Bergamo, ad ogni socio viene consegnata una tessera personale che, sotto ogni profilo ha valore legale sia in Italia che all’estero quale espressione di volontà per il defunto.

Se il decesso avviene in Italia possono notificare personalmente (oppure incaricando le Onoranze funebri) tale volontà all’ufficio di Stato civile o più semplicemente darne diretta notizia a SOCREM Bergamo. A questo punto saranno avviate a compimento le pratiche necessarie. E la cremazione potrà essere effettuata all’impianto crematorio più vicino alla località del decesso.

Se invece il decesso avviene all’estero, si può procedere alla cremazione nel luogo del trapasso e disporre di trasferire successivamente le ceneri in Italia.

Come avviene la cremazione

Ai sensi dell'articolo 80 del Decreto del Presidente della Repubblica 10 settembre 1990, n. 285, la cremazione deve essere eseguita da personale appositamente autorizzato dall'autorità comunale, ponendo nel crematorio l'intero feretro. Non è mai ed in alcun caso autorizzata la compresenza di due salme nella medesima procedura di cremazione.

Tutte le ceneri derivanti dalla cremazione di ciascuna salma devono essere raccolte in un’apposita urna cineraria portante all'esterno: nome, cognome, data di nascita e di morte del defunto.

Giardino delle rimembranze: cos’è, dove è, la legge. Dove sono a Bergamo.

Il “giardino delle rimembranze” presente nel cimitero di Bergamo e in pochi altri cimiteri della nostra provincia (sebbene Regione Lombardia attraverso il regolamento n. 6 del 9.11.2004 all’art. 4 abbia disposto che ogni comune abbia almeno un giardino delle rimembranze in un cimitero) accoglie le ceneri di coloro che dispongano la dispersione delle ceneri, avendo indicato un luogo specifico. Sono ancora molte le persone che, pur scegliendo di disperdere le proprie ceneri individuano nel cimitero il miglior custode della propria memoria.

Affidamento delle ceneri.

Oggi è possibile conservare le ceneri presso la propria abitazione. L'affidamento trova fondamento non in una norma specifica, ma negli effetti di un ricorso straordinario al Presidente della Repubblica.

Da quel momento l'affidamento presso il proprio domicilio dell'urna contenente le ceneri derivanti dalla cremazione è possibile e molti Comuni in diverse Regioni d'Italia si sono già adeguati deliberando in tal senso. Tuttavia, la decisione relativa al ricorso straordinario suddetto, ovvero il Decreto del Presidente della Repubblica 24.02.2004, ha degli effetti limitati rispetto alla potestà del Comune, il quale in mancanza di una precisa Legge ha solo facoltà e non l’obbligo di riconoscere legittimità alla pratica funebre dell’affido presso il proprio domicilio delle urne.
In seguito al D.P.R. citato, molte leggi regionali hanno comunque già disciplinato l'affidamento dell'urna cineraria.

Il Decreto del Presidente della Repubblica (24 febbraio 2004) che autorizza la conservazione privata delle ceneri è giunto a seguito del parere espresso dal Consiglio di Stato il 23 ottobre 2003 (n. 2957/2003). Ecco come si è giunti a ciò: il 13 settembre 2002 una signora di Villorba (Treviso) ha presentato all'Amministrazione Comunale l'istanza di autorizzazione alla dispersione delle ceneri del marito chiedendo, in caso di impossibilità ad autorizzare la dispersione, l’affidamento dell’urna cineraria.
In seguito al diniego da parte del Comune, la stessa ha presentato ricorso straordinario al Presidente della Repubblica il quale, con decreto del 24 febbraio 2004 (a seguito del pronunciamento del Consiglio di Stato) lo ha accolto “limitatamente alla parte relativa all’affidamento ai familiari dell’urna cineraria del defunto”.